di redazione
È sufficiente scorrere le dirette sui social network, a partire da TikTok, per notare un fenomeno sempre più diffuso: utenti adulti che trasmettono in streaming le proprie sessioni di gioco su titoli apparentemente destinati ai più piccoli, come il celebre “Adopt Me“: un contenuto che genera milioni di visualizzazioni ma che, allo stesso tempo, pone interrogativi impellenti a genitori ed educatori sulla sicurezza dei minori negli spazi digitali.
Il punto di riferimento per centinaia di milioni di giovanissimi in tutto il mondo è Roblox. Non si tratta di un singolo videogioco, bensì di una piattaforma contenitore che ospita milioni di “esperienze” virtuali create dagli utenti stessi. I dati ufficiali della società tracciano le dimensioni del fenomeno: la piattaforma supera i 100 milioni di utenti attivi a livello globale.
Il caso “Adopt Me!”: tra collezionismo, microtransazioni e scam.
Adopt Me! nasce inizialmente come simulatore di cura e adozione di bambini, successivamente sostituiti da animaletti, diventando un vero e proprio mercato di scambio di pet rari.
Il pericolo per i minori è elevato poiché si trovano ad interagire anche privatamente con adulti, esponendoli a situazioni inappropriate o pericoli.
Dalle truffe digitali (scam) alle pressioni economiche: i giocatori più esperti o malintenzionati convincono i bambini a cedere i propri oggetti o animali virtuali con la promessa di restituirli moltiplicati o proponendo “test di fiducia”. Il desiderio di possedere oggetti rari spinge costantemente i più piccoli a richiedere l’acquisto di Robux, la moneta virtuale della piattaforma acquistabile con denaro reale.
Il rischio principale per i più piccoli: chat private, grooming e contatti diretti.
Sulla piattaforma adulti e minori condividono gli stessi ambienti e strumenti di comunicazione.
Nonostante Roblox adotti filtri automatici contro il linguaggio scurrile o la condivisione di dati personali, le interazioni dirette possono nascondere dei pericoli.
L’adescamento (grooming): adulti malintenzionati possono conquistare la fiducia del minore offrendo regali virtuali o aiuti nei livelli di gioco, con l’obiettivo finale di spostare la conversazione fuori da Roblox, in chat senza filtri per minori come Discord, Telegram o Snapchat.
Anche gli account di TikTok possono essere usati per interagire con i minori tramite la chat privata, aggirando le limitazioni del social per la sicurezza.
Su Roblox l’esposizione a contenuti inappropriati per i più piccoli è un pericolo reale: nonostante il lavoro di moderazione, possono crearsi stanze virtuali o scambi di messaggi non adatti all’età dei bambini prima che la piattaforma riesca a intervenire.
Tutelare i minori nella giungla del web è assolutamente un dovere dei genitori: piattaforme come Roblox, in cui coesistono bambini e adulti, richiedono molta attenzione. Oggi più che mai le famiglie dovrebbero essere aiutate a gestire nel modo migliore la tecnologia che è nelle mani dei bambini.