Bambini online: il piano europeo per vietare l’accesso ai minori di 13 anni.

di Morena Marzoli

​La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato un piano articolato per proteggere i minori dai pericoli del web. La proposta prevede di vietare l’accesso ai social media ai minori di 13 anni e di obbligare le piattaforme online a progettare ambienti digitali sicuri e inaccessibili ai più piccoli.
​Con questa mossa, l’Unione europea segue l’esempio di nazioni come Australia, Regno Unito, Cina, India e Turchia, dove sono già state adottate misure analoghe per arginare l’uso improprio di internet.

​Le preoccupazioni non riguardano soltanto la salute mentale dei minori, messa a dura prova dall’uso di TikTok, YouTube, Instagram, Facebook o persino dall’affidarsi all’intelligenza artificiale per i compiti scolastici, ma toccano direttamente il piano della sicurezza.

​Va detto chiaramente: il ruolo dei genitori è fondamentale. Eppure, è ormai sotto gli occhi di tutti la tendenza a mettere in mano ai piccoli lo smartphone pur di tenerli tranquilli; moltissimi bambini ricevono il primo telefono già a 6 anni, spesso con un accesso a internet del tutto privo di controlli.
​Ci sono minori che arrivano ad usare i documenti dei genitori per aprire account su TikTok, partecipano alle live degli adulti senza alcuna percezione del pericolo e rischiano non solo la propria serenità, ma anche di imbattersi in soggetti potenzialmente pericolosi per loro.

In moltissimi casi la supervisione familiare è pari a zero. Ben vengano, dunque, norme più rigide che regolino l’esposizione dei bambini ai social; tuttavia, queste regole dovranno fare i conti con la scarsa consapevolezza di tanti adulti. Più che i bambini, infatti, bisognerebbe educare i loro genitori