di Morena Marzoli
Duro affondo del noto infettivologo Matteo Bassetti contro Justyna Kwasniewicz, autrice di contenuti virali in cui sostiene tesi prive di qualsiasi fondamento scientifico, arrivando a promuovere regimi basati esclusivamente sulla frutta e a definire i farmaci e le terapie tradizionali come “veleni”.
Nel suo intervento, Bassetti denuncia la pericolosità sociale di certi messaggi, che speculano sulle fragilità di chi affronta malattie gravi, sottolineando che sostituire le cure mediche validate e la chemioterapia con diete restrittive o approcci “naturali” spacciati per panacee universali rappresenta un rischio mortale per i pazienti.
È bene ricordare che, da un punto di vista legale e ordinistico, la figura del “medico olistico” non esiste nell’ordinamento italiano, poiché l’esercizio della professione medica richiede l’abilitazione e l’iscrizione ufficiale all’Ordine, mentre l’olismo resta un orientamento filosofico e non una specializzazione clinica.
Da qui la richiesta netta rivolta alle piattaforme digitali: rimuovere i contenuti e i profili social della “dottoressa olistica” Justyna Kwasniewicz, i cui messaggi, secondo il noto infettivologo, incoraggiano condotte potenzialmente letali e minacciano la salute pubblica sotto una veste falsamente professionale.
Justyna Kwasniewicz nei suoi video propone cure basate unicamente sull’alimentazione come rimedio a tutte le malattie. Ella sostiene che tutti i farmaci siano veleni e che solo con un’alimentazione particolare si possa guarire: abbondanza di cibi crudi, soprattutto frutta, da integrare poche volte a settimana con carne, pesce e uova.
La Kwasniewicz non si limita semplicemente a consigliare un regime alimentare singolare come eventuale prevenzione delle malattie, ma sostiene addirittura che tutte le cure mediche vadano evitate e sostituite con il suo metodo alimentare.
Con le sue affermazioni, prive di riscontri medici, la “dottoressa olistica” ha attirato l’attenzione del noto infettivologo che, preoccupato per la salute pubblica a causa di quanto viene diffuso dai profili social, ne chiede la rimozione.