di redazione
Le massime cariche dello Stato rinnovano il ricordo di quella che viene definita una delle più grandi tragedie della storia repubblicana, consumatasi sulla spiaggia di Vergarolla, a Pola, dopo la seconda guerra mondiale.
Nel 1946 Pola era territorio italiano, successivamente con il Trattato di Parigi divenne parte integrante della Jugoslavia; questo evento ha segnato un tragico esodo verso l’Italia della popolazione di lingua e cultura italiana.
Il 18 agosto del 1946, mentre la spiaggia di Vergarolla era affollata di intere famiglie con bambini che assistevano a una competizione sportiva di nuoto, esplosero decine di tonnellate di esplosivi e residui bellici, causando decine di vittime che persero la vita e centinaia di feriti, tra cui molti bambini.
In una nota ufficiale, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato come la vicenda sia rimasta a lungo ai margini della memoria collettiva, prima di essere restituita alla consapevolezza pubblica grazie all’impegno delle associazioni degli esuli e della comunità di Pola. Nel comunicato viene ricordata non solo la tragedia dell’esplosione degli ordigni bellici abbandonati ma anche l’assenza di una verità su quali siano le responsabilità, ancora oggi da accertare.
Il governo inoltre ha reso omaggio al medico Geppino Micheletti, che nonostante avesse perso i propri figli nell’esplosione, rimase instancabilmente a prestare i primi soccorsi ai feriti.
Ancora oggi si ricerca la verità su quella grande tragedia rimasta, nei decenni, senza colpevoli.
Anche dalle forze di opposizione viene ribadita la piena condivisione sull’importanza di fare piena luce storica sugli eventi e di onorare la memoria delle vittime, sottolineando al contempo la necessità che ogni approfondimento si mantenga rigorosamente ancorato alle fonti documentarie e al rispetto condiviso, lontano da qualsiasi strumentalizzazione politica.