di Morena Marzoli
La rimozione da parte dei vertici Rai di Sigfrido Ranucci da Report ha causato una risposta pronta da parte della redazione. Gli inviati e i giornalisti del programma hanno fatto quadrato attorno a Ranucci, minacciando le dimissioni in blocco e l’abbandono della trasmissione.
I vertici di Viale Mazzini, d’altro canto, hanno già affidato la conduzione del programma a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.
Solidarietà a Ranucci anche da alcuni colleghi, tra cui in particolare Marco Travaglio, che ha mostrato vicinanza al giornalista, difendendolo su tutta la linea per il grande lavoro d’inchiesta svolto con coraggio e rigore.
Ma non sono mancate le reazioni e le critiche da parte della politica, tra cui quella dura di Vincenzo De Luca, del resto, il giornalista non ha mai fatto sconti verso i politici che sono stati più volte coinvolti nelle sue inchieste.
A Sigfrido Ranucci la Rai ha proposto delle alternative: un incarico a Rainews24, al Tg3 oppure come corrispondente in Egitto.
Il giornalista ha replicato che se la Rai non lo ritiene più adatto alla conduzione di Report, non vede il motivo per cui dovrebbe accettare altri incarichi all’interno dell’azienda. Riguardo poi al suo eventuale trasferimento in Egitto come corrispondente, Ranucci ha sottolineato che, essendo sotto scorta da anni, in quel Paese rischierebbe la vita come Giulio Regeni, aggiungendo inoltre che forse è proprio quello che qualcuno si aspetta.
Ha concluso il suo intervento dicendo che rifiuta le proposte della Rai e che il suo principale obiettivo sarà lottare per la libertà di stampa nel nostro Paese.
Anche la risposta legale non si è fatta attendere: attraverso i propri difensori, Ranucci ha depositato una contestazione formale di cinque pagine in cui definisce la rimozione illegittima, discriminatoria e priva di presupposti oggettivi, preannunciando ricorso alle competenti sedi giudiziarie.