Israele: violenze e gravi abusi sugli attivisti umanitari.

Fermo immagine tratto da video di pubblica utilità / Uso giornalistico ex art. 65 Legge sul Diritto d'Autore

di Morena Marzoli

Immagini e testimonianze che hanno fatto il giro del mondo ritraggono un Paese che si definisce democratico ma che, secondo numerosi osservatori internazionali, viola ripetutamente il diritto internazionale, colpendo civili e volontari impegnati in missioni umanitarie.

Le persone rimpatriate dalla Global Flotilla descrivono un quadro di violenze, umiliazioni e trattamenti degradanti.
Secondo i testimoni, l’abbordaggio dell’imbarcazione sarebbe avvenuto in acque internazionali, in assenza di minacce e senza alcuna resistenza. Nonostante ciò, le forze israeliane avrebbero fatto ricorso a taser, proiettili di gomma, armi puntate alla testa e violenza fisica diretta. Alcune testimonianze raccolte da Al Jazeera riferiscono anche di presunti stupri.

Le condizioni successive all’arresto vengono descritte come disumane: attivisti ammanettati mani e piedi, costretti a camminare tra cani ringhianti, privati di acqua, sapone, carta igienica e perfino dei farmaci essenziali. Alcuni sarebbero stati tenuti in ginocchio per ore, sotto minaccia costante.
Il quadro complessivo, se confermato, configurerebbe una serie di violazioni delle Convenzioni di Ginevra, del diritto del mare e delle norme internazionali sul trattamento dei civili.

La Procura di Roma ha già acquisito materiale video e testimonianze e potrebbe aprire un fascicolo nelle prossime ore.
Sul piano politico, la reazione italiana è stata immediata. Il Quirinale ha espresso “profonda preoccupazione” per quanto accaduto, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni nei confronti del ministro israeliano Itamar Ben G-Vir, dopo la diffusione del video ritenuto “inaccettabile”.

La gravità delle accuse sollevate da queste testimonianze si inserisce in un quadro più ampio, in cui le violazioni del diritto internazionale attribuite allo Stato di Israele continuano a suscitare allarme senza però generare una risposta efficace da parte della comunità internazionale.