di Morena Marzoli
Pierluigi Bersani interviene con parole dure e di buon senso durante la trasmissione Tagadà di La7, condotta da Tiziana Panella:
“Non nascondiamoci dietro Ben G-Vir, perché di Ben G-Vir possiamo pensare solo questo: attenzione che Israele ha l’atomica, l’Iran no, Israele ha l’atomica che può andare in mano a gente cosi. Dopodiché andiamo da Netanyahu e da Trump, andiamo da Netanyahu che sta portando Israele ad essere uno stato fuorilegge, a essere uno stato pirata.
E l’Italia, i patrioti, ma dove sono finiti i patrioti? Ci chieda scusa? No ma io mi faccio chiedere scusa se mi hanno pestato un piede per sbaglio.”
Le parole di Bersani arrivano all’indomani delle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che su Ben G‑Vir ha dichiarato: “se la poteva risparmiare”, affermando che il ministro israeliano ha sbagliato ma che comunque “andare in una zona di guerra non è come fare una passeggiata in montagna”.
Il riferimento è al caso dei volontari italiani della missione umanitaria Global Sumud Flotilla, diretti verso Gaza con l’obiettivo di consegnare aiuti civili. Gli attivisti, catturati dalle forze israeliane in acque internazionali, hanno denunciato di essere stati torturati e di aver subito gravi violenze.
Lo stesso ministro israeliano ha mostrato al mondo, con la diffusione di un video inequivocabile, come vengono trattati da Israele gli attivisti umanitari.
La vicenda ha aperto un fronte politico interno: da un lato le richieste di chiarimento rivolte a Israele da parte di esponenti del governo italiano, dall’altro le critiche dell’opposizione sulla gestione diplomatica del caso e sul ruolo dell’Italia nel contesto internazionale. Le dichiarazioni di Bersani si inseriscono in questo quadro, puntando il dito contro la deriva del governo Netanyahu e chiedendo una presa di posizione più netta da parte delle istituzioni italiane.