di Morena Marzoli
28 ottobre 2026, aggiornamento 04:02
Gerusalemme: con un’affluenza alle urne che ha toccato il 77,7%, secondo gli exit poll e i dati emersi dallo scrutinio parziale, nessuno dei due blocchi principali ha i numeri per poter governare in autonomia. Il quadro rimane tuttavia parziale, la Commissione Elettorale Centrale completerà il conteggio ufficiale dei voti nel corso della giornata di oggi, mercoledì 28 ottobre.
Secondo i dati emersi finora, il partito Likud del Primo Ministro uscente Benjamin Netanyahu si confermerebbe la prima forza del Paese con circa 24-25 seggi, ma la sua coalizione di destra, ultraortodossi e nazionalisti si ferma attorno ai 52 seggi, restando ben lontana dalla soglia di maggioranza assoluta fissata a 61 seggi su 120.
Sul fronte opposto, il secondo partito, Yashar, guidato dall’ex generale ed ex capo di Stato Maggiore delle forze armate Gadi Eisenkot, raccoglierebbe circa 21-22 seggi, con l’intera coalizione che si attesterebbe a 50 seggi, inseguendo il blocco di Netanyahu ma senza raggiungere i numeri sufficienti per governare.
In questo contesto, un ruolo decisivo potrebbe spettare ai partiti della minoranza araba, che hanno conquistato complessivamente 17-18 seggi divisi tra la Lista Unita e il partito islamico Ra’am di Mansour Abbas. La somma tra i seggi del blocco di Eisenkot e quelli delle formazioni arabe oltrepasserebbe la soglia dei 61 seggi; tuttavia, nel blocco dell’opposizione ci sono delle forti resistenze a un’alleanza con i partiti arabi da parte delle componenti di destra. Mansour Abbas ha già dichiarato di essere comunque aperto ad avviare un confronto sui programmi.