Vertice BRICS 2026 a Nuova Delhi.

di Morena Marzoli

​l’India ospita il diciottesimo vertice annuale dei BRICS. Con undici Paesi membri e oltre una dozzina di leader mondiali, il BRICS rappresenta circa il 49% della popolazione mondiale e il 40% del PIL globale.

Il Gruppo nasce nel 2006 come Unione informale tra Brasile, Russia, India e Cina. Nel 2010 entrano il Sudafrica e altri Paesi: Egitto, Etiopia, Iran e Arabia Saudita, a cui si aggiungono gli Emirati Arabi nel 2023 e l’Indonesia nel 2025.


Oggi l’unione si attesta come principale Polo alternativo per contrastare il monopolio economico e politico occidentale.
Il vertice si svolgerà a Nuova Delhi il 12 e il 13 settembre, in un clima drammatico
all’ombra dei conflitti mondiali, saranno trattati importanti temi di geopolitica:
la guerra in Iran, iniziata da oltre sei mesi e destinata a pesare profondamente sui mercati energetici;
il conflitto tra Russia e Ucraina in cui si intravedono possibili aperture diplomatiche dopo i colloqui recenti dei negoziatori inviati da Trump a Mosca e
le sanzioni occidentali.


​Nonostante l’obiettivo comune di ridimensionare il peso delle istituzioni a guida occidentale, il BRICS fa i conti con attriti interni significativi:
la frattura Iran-Emirati Arabi Uniti: gli attacchi iraniani nel Golfo e il recente embargo commerciale imposto da Abu Dhabi rendono complesso trovare una linea diplomatica condivisa sul conflitto mediorientale.
​I rapporti India-Cina: nonostante la visita a Nuova Delhi del presidente cinese Xi Jinping, a sette anni dall’ultimo viaggio in India, restano profonde diffidenze legate alla frontiera himalayana contesa e alla competizione per la leadership del Sud Globale.
​Il ruolo di Pechino e Nuova Delhi: mentre la Cina punta a mobilitare il blocco contro l’influenza di Washington, l’India rivendica una rigida autonomia strategica, concepita come non-occidentale ma non apertamente anti-occidentale.