di Morena Marzoli
Una delle icone di Hollywood, Susan Sarandon, è stata arrestata durante una manifestazione pro-palestinese organizzata nei pressi della sede delle Nazioni Unite. L’arresto è avvenuto durante lo svolgimento dell’Assemblea, prima dell’intervento del primo ministro israeliano Netanyahu al Palazzo di vetro.
Durante il presidio a cui ha preso parte l’attrice, i manifestanti hanno chiesto l’immediata fine delle ostilità a Gaza e lo stop all’invio di armi a Israele. Nonostante il piano di pace, l’esercito israeliano continua a violare la tregua e ad attaccare i civili palestinesi.
La vita di Susan Sarandon è segnata da decenni di impegno politico in prima linea in una militanza intensa, condotta spesso attraverso forme di disobbedienza civile pacifica, che nel corso degli anni l’ha portata a essere fermata o arrestata in diverse occasioni.
1982, New York: l’attrice venne fermata per la prima volta durante una protesta di piazza contro la demolizione di un teatro storico a Broadway.
1999, New York: Nuovamente arrestata insieme a oltre 200 manifestanti durante una protesta contro la violenza della polizia e il razzismo, in seguito all’uccisione di Amadou Diallo.
Giugno 2018, Washington D.C.: Arrestata all’interno di un edificio del Congresso durante la mobilitazione nazionale #WomenDisobey, per protestare contro le politiche migratorie dell’amministrazione Trump e la separazione dei bambini migranti dalle famiglie al confine.
Maggio 2023, New York: Fermata nel corso di una manifestazione a sostegno della campagna One Fair Wage, per rivendicare salari equi e tutele per i lavoratori dipendenti dalle mance.
Settembre 2026, New York: arrestata nei pressi della sede delle Nazioni Unite nel corso della protesta pro-palestinese durante l’Assemblea generale dell’ONU.